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Statua di Santa Maria la Bianca
Una tra le più belle statue esistenti nelle incantevoli chiese barocche di Ferla è quella in marmo bianco della Madonna col Bambino di scuola gaginesca. Conservata nella chiesa di S. Maria di Gesù, edificio ricostruito dopo il terremoto del 1693 che custodisce anche un pregevole Crocifisso ligneo realizzato nel 1633 da quel grande scultore e intagliatore siciliano che fu Giovanni Pintorno, meglio conosciuto come frate Umile da Petralia, la preziosa statua della Madonna col Bambino, nota come S. Maria la Bianca, proviene da un’antica chiesa un tempo esistente nell’ex feudo di Pedagaggi.
Lo storico Salvatore Motta, magistrato, poeta e letterato, nelle sue «Memorie sulla città di Ferla» al paragrafo 113 scrive della statua «appellata di Maria la Bianca che si venera nella chiesa di S. Maria di Gesù».
«È questo un simulacro di marmo bianco come la schiuma, di statura ordinaria col S. Bambino nelle braccia, al quale offre un pomo, è tutto un pezzo, ed in parte del panneggio colorato in blu e tocca di oro. Una chiesa di rimota epoca esisteva nell’ex feudo di Pedagaggi, territorio di Lentini e di cui i ruderi, il contorno delle fabbriche e pochi palmi della cappella maggiore tutt’ora esistono; sorgeva in quella contrada o tenuta di terre che denominavasi, come tutt’ora, di S. Maria Bianca. Ivi si venerava questa statua. Andata in rovina tal chiesa, si crede prima del terremoto del 1693, fu trasferita a Ferla nella chiesa prima degli Osservanti e poi dei Riformati. Si argomenta avervi attinenza i PP. Francescani, poiché nel piedistallo della statua sono scolpite le armi di S. Francesco, cioè le due braccia di Gesù Cristo e S. Francesco».
Ma perché la bianca statua della Madonna fu portata da Pedagaggi a Ferla? Secondo un’antica leggenda, riportata dallo stesso Motta, furono alcuni contadini di Ferla, Sortino e Buccheri, che lavoravano in contrada S. Maria la Bianca, a ritrovare la statua. Visto però che ognuno di loro desiderava portare la statua nel proprio paese, decisero di affidarsi a una coppia di buoi. Legarono allora la statua al giogo dei buoi e li lasciarono liberi. Dopo aver girovagato per un po’ di tempo, le due bestie si diressero verso Ferla e si fermarono all’ingresso dell’abitato. I contadini avevano deciso che la sacra immagine della Madonna sarebbe rimasta nel paese verso il quale si sarebbero diretti i due buoi, e così fu fatto.